La nostra
FRUTTA SECCA BIO
Riduciamo al minimo possibile le lavorazioni della materia prima, per garantire ogni giorno la migliore frutta secca ed essiccata ai nostri consumatori.
Approfondisci le tue conoscenze su alcune delle nostre materie prime cliccando su ogni tipologia di frutta secca.
Noci

NOCI SGUSCIATE MEZZE AL NATURALE

NOCI SGUSCIATE MEZZE AL NATURALE

NOCI SGUSCIATE AL NATURALE
La specie più diffusa ha il nome di Juglans regia detto anche noce europeo o noce comune. L’alberò è solido, dritto e nel complesso maestoso: arriva ad un’altezza di 25-30 metri e può superare i 100 anni d’età. Le foglie sono caduche, lunghe 20-40 centimetri formate da cinque, sette, nove o a volte 11 foglioline lunghe a loro volta 7-10 centimetri. Il noce è una pianta monoica cioè presenta fiori unisessuali riuniti sulla stessa pianta: i fiori maschili si aprono a maturazione al momento della comparsa dei fiori femminili. La fioritura, a seconda delle condizioni ambientali avviene a fine aprile-maggio. Poiché è frequente la sfasatura tra la maturazione dei fiori maschili e femminili è opportuno consociare nel noceto cultivar diverse.
La noce è una delle più affermate espressioni della frutta a guscio. Le noci vengono utilizzate per la preparazione di un olio alimentare poco utilizzato in Italia che non viene commercializzato su larga scala ma che è molto delicato e ricco di nutrienti.
Con le noci acerbe invece viene prodotto un liquore molto diffuso che prende il nome di nocino. È possibile utilizzare i gusci di noce vuoti per la cura delle piante, nello specifico per realizzare la pacciamatura (utilissima nelle colture invernali, consiste nel creare uno strato protettivo superficiale sul terreno che impedisce al freddo di penetrare nel suolo e danneggiare le radici) e la concimazione. Con il passare del tempo, i gusci di noce così disposti si trasformeranno naturalmente in concime nutriente. In passato nel medioevo, con il mallo della noce, cioè la parte carnosa del frutto, ricco di tannino, si tingevano le stoffe e i mobili e veniva inoltre utilizzato come inchiostro.
Prova le noci a colazione con frutta fresca e yogurt oppure anche tal quali a merenda.
Le origini si individuano nelle catene montuose dell’Asia centrale seppur si sia poi diffuso in tutto il mondo. Nei paesi caucasici esistono ancora intere foreste naturali di noce. La sua area di produzione interessa tutti gli stati Euro-asiatici, l’America del nord e del sud, il Sudafrica, la Nuova Zelanda, l’Australia meridionali. La Cina è il principale paese produttore mondiale [Faostat, 2021], seguita USA e Iran. Dalla California e dalla Francia provengono molte delle noci importate in Italia.
L’Italia negli anni Sessanta era tra i principali produttori, poi la diffusione si è ridotta. Le noci in guscio di Econoce sono della varietà Chandler e sono Italiane; le noci sgusciate invece possono avere più varietà: Chandler, Cogilniceanu, Chisinau, Schinoasa, Calarasi, Pescianskii, Lunguete e sono originarie del Cile, della Moldavia e USA.
I valori nutrizionali possono essere leggermente diversi in base alla tipologia di noce, pur restando tutte un ottimo alimento dal punto di vista nutrizionale.
La sigla VNR, che è l’acronimo di Valori Nutritivi di Riferimento, rappresenta la quantità giornaliera raccomandata dal Ministero della Salute per ogni nutrimento. Una precisazione è d’obbligo: il 100% di VNR non rappresenta l’apporto massimo che si può assumere ma invece la dose minima consigliata per mantenersi in salute.
SINU, Società Italiana di Nutrizione Umana, suggerisce un consumo di frutta secca pari a 30 g.
Un’alimentazione varia ed equilibrata, oltre ad uno stile di vita attivo, sono alla base del tuo benessere. Le informazioni fornite sono a scopo puramente informativo e divulgativo. In presenza di patologie occorre sempre consultare il proprio medico.
Dichiarazione nutrizionale | valori medi per 100 g: |
Energia | 2801 kJ / 678 kcal |
Grassi | 63 g |
di cui acidi grassi saturi | 7,2 g |
Carboidrati | 6,2 g |
di cui zuccheri | 3,8 g |
Fibre | 7,3 g |
Proteine | 18 g |
Sale | 0,02 g |
Vitamina E | 21 mg – 175% VNR* |
*VNR: Valore nutritivo di riferimento
Le noci biologiche devono essere conservate in luoghi freschi e asciutti, lontane da fonti di calore e umidità. Possono essere conservate a temperatura ambiente durante la stagione invernale quando le temperature sono più fredde, mentre è consigliabile un ambiente refrigerato durante l’estate poiché l’aumentare delle temperature favorisce il deperimento del prodotto. Il vetro si è dimostrato il materiale migliore dove conservare le noci (e la frutta secca in generale) in quanto, non soltanto impenetrabile da agenti chimici e gassosi, ma ha inoltre ottime capacità isolanti.
Il vetro colorato è preferibile poiché impedisce l’ingresso di alcune lunghezze d’onda di luce (inclusa quella ultravioletta), permettendo quindi ad alcune caratteristiche nutrizionali ed organolettiche di rimanere inalterate. Un altro elemento importante quando si parla di conservazione è la chiusura del contenitore: una chiusura emetica fa sì che l’alimento sia protetto dal contatto eccessivo con l’ossigeno che può condurre a ossidazione lipidica con conseguente irrancidimento delle noci.
Settembre 2024






Anacardi

ANACARDI AL NATURALE

ANACARDI AL NATURALE

ANACARDI TOSTATI NON SALATI

ANACARDI AL NATURALE
L’anacardium è una pianta sempreverde originaria dell’America meridionale che raggiunge altezze di 10-12 metri e una chioma fino a 25 metri di diametro. L’anacardio fornisce due frutti, uno fresco chiamato “mela di acagiù” e uno secco definito anche “noce di acagiù”. Il secondo, dopo essere stato essiccato è destinato all’esportazione. La nocciola di anacardio ha un pericarpo molto duro che contiene il seme commestibile. La pianta già dal terzo anno di vita comincia a produrre i primi frutti e dal decimo anno di vita raggiunge la piena produttività che si aggira intorno ai 48 kg all’anno. Il clima ideale per questa pianta è vario passando da zone temperate-calde a zone con clima tropicale fino alle foreste equatoriali pluviali. Richiede temperature fra i 24° e i 28° C con minime di 17° e massime di 38°C, non resistendo quindi alle gelate.
Nei paesi produttori viene utilizzato il cosiddetto “falso frutto” che viene consumato fresco o trasformato in marmellata. In Brasile dal frutto di sapore acidulo si estrae un succo rinfrescante che può essere bevuto subito oppure dopo la fermentazione. Inoltre, una particolarità di questo succo è che se viene lasciato esposto all’aria diventa molto scuro e può essere utilizzato anche come inchiostro. Dal seme dell’anacardio come per molti altri semi si ottiene un pregiato olio commestibile. Infine, dalla pianta si ricava un legname apprezzato per le proprietà insetto-repellenti e impiegato per la produzione di mobili e imbarcazioni.
Prova gli anacardi a colazione con frutta fresca e yogurt oppure anche tal quali a merenda. Tostali in forno per trasformarli in un ottimo snack o aperitivo.
Settembre 2024
La pianta è originaria del bacino delle Amazzoni, nel Brasile nord-orientale, ed è coltivata nelle regioni tropicali di tutto il mondo. I maggiori produttori [Faostat, 2021] sono Costa d’Avorio, India, Vietnam, e Filippine.
Gli anacardi di Econoce sono Africani, in particolare provengono dal Burkina Faso da agricoltori in linea con i nostri valori e che si impegnano per migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei loro dipendenti.
I valori nutrizionali possono essere leggermente diversi in base alla tipologia di anacardio, pur restando tutte un ottimo alimento dal punto di vista nutrizionale.
La sigla VNR, che è l’acronimo di Valori Nutritivi di Riferimento, rappresenta la quantità giornaliera raccomandata dal Ministero della Salute per ogni nutrimento. Una precisazione è d’obbligo: il 100% di VNR non rappresenta l’apporto massimo che si può assumere ma invece la dose minima consigliata per mantenersi in salute.
SINU, Società Italiana di Nutrizione Umana, suggerisce un consumo di frutta secca pari a 30 g.
Un’alimentazione varia ed equilibrata, oltre ad uno stile di vita attivo, sono alla base del tuo benessere. Le informazioni fornite sono a scopo puramente informativo e divulgativo. In presenza di patologie occorre sempre consultare il proprio medico.
Dichiarazione nutrizionale | valori medi per 100 g: |
Energia | 2426 kJ / 585 kcal |
Grassi | 45 g |
di cui acidi grassi saturi | 7,7 g |
Carboidrati | 22 g |
di cui zuccheri | 5,9 g |
Fibre | 3,8 g |
Proteine | 21 g |
Sale | 0 g |
Magnesio | 250 mg – 67% VNR* |
*VNR: Valore nutritivo di riferimento
Gli anacardi biologici devono essere conservati in luoghi freschi e asciutti, lontani da fonti di calore e umidità. Possono essere conservati a temperatura ambiente durante la stagione invernale quando le temperature sono più fredde, mentre è consigliabile un ambiente refrigerato durante l’estate poiché l’’aumentare delle temperature favorisce il deperimento del prodotto.
Il vetro si è dimostrato il materiale migliore dove conservare gli anacardi (e la frutta secca in generale) in quanto, non soltanto impenetrabile da agenti chimici e gassosi, ma ha inoltre ottime capacità isolanti.
Il vetro colorato è preferibile poiché impedisce l’ingresso di alcune lunghezze d’onda di luce (inclusa quella ultravioletta), permettendo quindi ad alcune caratteristiche nutrizionali ed organolettiche di rimanere inalterate. Un altro elemento importante quando si parla di conservazione è la chiusura del contenitore: una chiusura emetica fa sì che l’alimento sia protetto dal contatto eccessivo con l’ossigeno che può condurre a ossidazione lipidica con conseguente irrancidimento degli anacardi.






Mandorle

MANDORLE SGUSCIATE AL NATURALE

MANDORLE SGUSCIATE AL NATURALE

MANDORLE PELATE AL NATURALE

MANDORLE PELATE AL NATURALE

MANDORLE SGUSCIATE AL NATURALE

MANDORLE TOSTATE NON SALATE
L’albero delle mandorle è molto longevo, appartiene alla famiglia delle Rosaceae e può raggiungere i dieci metri di altezza. Nel periodo della fioritura a inizio primavera, presenta fiori bianchi o leggermente rosati. È nel periodo estivo che le mandorle giungono a maturazione quando il mallo, ossia la polpa che avvolge il guscio, si schiude e il frutto viene lasciato cadere a terra. Il clima preferito del mandorlo è quello mite, senza estati troppo calde e secche né primavere con ghiacciate. Elementi molto importanti per lo sviluppo sia dei germogli che delle mandorle sono la piovosità, il freddo e la presenza di terreni drenanti per evitare il ristagno dell’acqua.
La mandorla ricca di olio che viene estratto e utilizzato ampiamente sia in cosmesi che per unguenti, emulsioni e saponi medicinali. Inoltre, malli e gusci, una volta che sono stati ridotti a farina, ad essere utilizzati nell’alimentazione bovina. Un ulteriore utilizzo a cui si presta il guscio della mandorla è quello di poter diventare pellet per il riscaldamento a biomassa.
Prova le mandorle a colazione con frutta fresca e yogurt oppure anche tal quali a merenda. Tostale in forno per trasformarli in un ottimo snack o aperitivo.
Settembre 2024
Le piante di mandorlo sono originarie dell’asia centrale, presenti anche in Iran, Afghanistan, Azerbaigian. Alcune forme spontanee si trovano anche in Arizona negli USA. La pianta di mandorlo è presente fin dall’antichità in Grecia, citata da Virgilio e Orazio, si è diffusa successivamente anche in Italia, Francia e Spagna. Ad oggi i principali paesi produttori [Faostat, 2021] di mandorle sono gli USA, Spagna e Australia.
In tutto il mondo si possono contare 400 differenti varietà di mandorle ed oltre 100 di questi si trovano fra Spagna ed Italia. Le mandorle di Econoce sono Italiane e sono di due varietà in particolare, le Tuono e le Filippo Cea.
I valori nutrizionali possono essere leggermente diversi in base alla tipologia di mandorla, pur restando tutte un ottimo alimento dal punto di vista nutrizionale. Infatti, le mandorle pelate si differenziano da quelle sgusciate per l’apporto di vitamina E come si può vedere in basso nella tabella nutrizionale.
La sigla VNR, che è l’acronimo di Valori Nutritivi di Riferimento, rappresenta la quantità giornaliera raccomandata dal Ministero della Salute per ogni nutrimento. Una precisazione è d’obbligo: il 100% di VNR non rappresenta l’apporto massimo che si può assumere ma invece la dose minima consigliata per mantenersi in salute.
SINU, Società Italiana di Nutrizione Umana, suggerisce un consumo di frutta secca pari a 30 g.
Un’alimentazione varia ed equilibrata, oltre ad uno stile di vita attivo, sono alla base del tuo benessere. Le informazioni fornite sono a scopo puramente informativo e divulgativo. In presenza di patologie occorre sempre consultare il proprio medico.
MANDORLE SGUSCIATE
| Dichiarazione nutrizionale | valori medi per 100 g di prodotto sgusciato: |
| Energia | 2428 kJ / 586 kcal |
| Grassi | 46 g |
| di cui acidi grassi saturi | 5,6 g |
| Carboidrati | 17 g |
| di cui zuccheri | 7,7 g |
| Fibre | 10 g |
| Proteine | 21 g |
| Sale | 1,5 g |
| Vitamina E | 21.1 mg – 79% VNR* |
*VNR: Valore nutritivo di riferimento
La vitamina E contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo
Le proteine contribuiscono alla crescita e al mantenimento della massa muscolare e contribuiscono al mantenimento di ossa normali.
MANDORLE PELATE
| Dichiarazione nutrizionale | valori medi per 100 g di prodotto sgusciato: |
| Energia | 2447 kJ / 592 kcal |
| Grassi | 49 g |
| di cui acidi grassi saturi | 5,4 g |
| Carboidrati | 6,2 g |
| di cui zuccheri | 3,1 g |
| Fibre | 13 g |
| Proteine | 25 g |
| Sale | 0,02 g |
| Vitamina B6 | 1.1 mg – 79% VNR* |
*VNR: Valore nutritivo di riferimento
La vitamina B6 contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento.
Le proteine contribuiscono alla crescita e al mantenimento della massa muscolare e contribuiscono al mantenimento di ossa normali.
Le mandorle biologiche devono essere conservate in luoghi freschi e asciutti, lontane da fonti di calore e umidità. Possono essere conservate a temperatura ambiente durante la stagione invernale quando le temperature sono più fredde, mentre è consigliabile un ambiente refrigerato durante l’estate poiché l’aumentare delle temperature favorisce il deperimento del prodotto.
Il vetro si è dimostrato il materiale migliore dove conservare le mandorle (e la frutta secca in generale) in quanto, non soltanto impenetrabile da agenti chimici e gassosi, ma ha inoltre ottime capacità isolanti.
Il vetro colorato è preferibile poiché impedisce l’ingresso di alcune lunghezze d’onda di luce (inclusa quella ultravioletta), permettendo quindi ad alcune caratteristiche nutrizionali ed organolettiche di rimanere inalterate. Un altro elemento importante quando si parla di conservazione è la chiusura del contenitore: una chiusura emetica fa sì che l’alimento sia protetto dal contatto eccessivo con l’ossigeno che può condurre a ossidazione lipidica con conseguente irrancidimento delle mandorle.











Pistacchi

PISTACCHI TOSTATI

PISTACCHI TOSTATI NON SALATO

PISTACCHI TOSTATI SALATI
L’albero del pistacchio ha un’altezza media intorno ai 4-5 metri con una corteccia di colore grigio cenere e un’ampia chioma. La pianta del pistacchio ha origini antichissime ed è originaria della Siria. Il nome “pistacchio” deriva dal persiano “pesteh” e dall’arabo “fustaq”, che sono due nomi onomatopeici e richiamano il suono dell’apertura del guscio quando il pistacchio è maturo. L’albero del pistacchio fiorisce tra aprile e maggio e occorre che non subisca gelate durante questo periodo. La raccolta è prevista da fine agosto a ottobre e le piante producono frutti ogni due anni, per questo motivo le piantagioni vengono piantate in tempi e luoghi differenti, così da poter avere raccolti ogni anno. Una volta terminato l’accrescimento del frutto e del guscio contenuto all’interno, comincia l’ingrossamento del seme: questo processo aumenta la pressione interna e in circa sei settimane, il guscio si rompe. Il seme è unico e allungato, di colore verde chiaro. Il pistacchio predilige terreni ben drenati e soleggiati e prospera in luoghi dove l’inverno è freddo e l’estate lunga e calda poiché resiste bene alla siccità e non teme alte temperature estive ma non sopporta eccessiva umidità. Un inverno troppo mite o con piogge abbondanti durante il periodo dell’impollinazione riducono il raccolto.
Il pistacchio fornisce un olio usato in pasticceria e in cosmesi grazie alle sue capacità emollienti. Del pistacchio si fa riferimento anche nell’antichità poiché era considerato un frutto davvero prezioso e sacro, veniva utilizzato come omaggio a sacerdoti e sovrani. Il pistacchio era anche noto ad Assiri, Persiani e ai Greci come droga medicinale.
Prova i pistacchi tal quali per uno snack o un aperitivo.
Settembre 2024
Il maggior produttore [Faostat, 2021] di pistacchi sono gli USA, seguiti Iran e Turchia. Il pistacchio in Italia viene coltivato prevalentemente in Sicilia, nella zona di Catania, Agrigento e Caltanissetta. La produzione di pistacchio in Turchia è concentrata nelle regioni del Sud/Sud-Est. Il frutto ha una forma ovale allungata e piccola, mentre il seme è di colore verde giallastro. Il calibro del pistacchio è dato dal numero di frutti contenuti in un’oncia (28,35 g) e sono così suddivisi: 20/22, 22/24, 24/26, 26/28, 28/30, 30/32. Il pistacchio spagnolo è prodotto principalmente nella regione di Castilla – La Mancha, regione centrale della Spagna. Tante sono le varietà coltivate, ad esempio il Kerman, è una varietà a ciclo medio precoce con fioritura tardiva.
Il frutto è di media grandezza di colore verde chiaro. Il Lost Hill è leggermente più grande di un Kerman, mentre il Larnaka ha una pezzatura medio-piccola, una forma allungata di colore verde scuro. Il Sirora ha origini australiane e fiorisce nella prima metà di aprile, mentre il Mateur ha origini tunisine con un’ottima capacità riproduttiva. Il frutto ha pezzatura medio-piccola di colore verde viola. Il Kastel ha una media capacità riproduttiva e produce frutti di media pezzatura con forma allungata e di colore verde brillante.
I pistacchi tostati e salati di Econoce provengono dalla Spagna e possono essere di diverse varietà tra cui: Kerman, Lost Hill, Larnaka, Sirora, Mateur e Kastel.
I valori nutrizionali possono essere leggermente diversi in base alla tipologia di pistacchio, pur restando tutti un ottimo alimento dal punto di vista nutrizionale.
La sigla VNR, che è l’acronimo di Valori Nutritivi di Riferimento, rappresenta la quantità giornaliera raccomandata dal Ministero della Salute per ogni nutrimento. Una precisazione è d’obbligo: il 100% di VNR non rappresenta l’apporto massimo che si può assumere ma invece la dose minima consigliata per mantenersi in salute.
SINU, Società Italiana di Nutrizione Umana, suggerisce un consumo di frutta secca pari a 30 g.
Un’alimentazione varia ed equilibrata, oltre ad uno stile di vita attivo, sono alla base del tuo benessere. Le informazioni fornite sono a scopo puramente informativo e divulgativo. In presenza di patologie occorre sempre consultare il proprio medico.
Dichiarazione nutrizionale | valori medi per 100 g: |
Energia | 2428 kJ / 586 kcal |
Grassi | 46 g |
di cui acidi grassi saturi | 5,6 g |
Carboidrati | 17 g |
di cui zuccheri | 7,7 g |
Fibre | 10 g |
Proteine | 21 g |
Sale | 1,5 g |
Vitamina B6 | 1.1 mg – 79% VNR* |
*VNR: Valore nutritivo di riferimento
La vitamina B6 contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento.
Le proteine contribuiscono alla crescita e al mantenimento della massa muscolare e contribuiscono al mantenimento di ossa normali.
I pistacchi biologici devono essere conservati in luoghi freschi e asciutti, lontane da fonti di calore e umidità. Possono essere conservate a temperatura ambiente durante la stagione invernale quando le temperature sono più fredde, mentre è consigliabile un ambiente refrigerato durante l’estate poiché l’aumentare delle temperature favorisce il deperimento del prodotto.
Il vetro si è dimostrato il materiale migliore dove conservare i pistacchi (e la frutta secca in generale) in quanto, non soltanto impenetrabile da agenti chimici e gassosi, ma ha inoltre ottime capacità isolanti.
Il vetro colorato è preferibile poiché impedisce l’ingresso di alcune lunghezze d’onda di luce (inclusa quella ultravioletta), permettendo quindi ad alcune caratteristiche nutrizionali ed organolettiche di rimanere inalterate. Un altro elemento importante quando si parla di conservazione è la chiusura del contenitore: una chiusura emetica fa sì che l’alimento sia protetto dal contatto eccessivo con l’ossigeno che può condurre a ossidazione lipidica con conseguente irrancidimento dei pistacchi.




Arachidi

ARACHIDI IN GUSCIO TOSTATE
Il nome “arachide” deriva dal greco Arachos che significa legume. Le arachidi sono i semi di una leguminosa e i suoi fiori, dopo la fecondazione, si spingono sottoterra ad una profondità di 2-7 centimetri formando poi il frutto così come è conosciuto. La specie più nota, e anche l’unica ad essere coltivata, è l’Arachis hypogaea, caratterizzata da steli lunghi 20-60 centimetri. La pianta può produrre oltre 100 fiori e far maturare 20-60 legumi. Il ciclo vegetativo di questa è pianta è molto breve. Infatti, dalla semina alla comparsa delle prime piantine di arachide trascorrono soltanto due settimane. Dopo un mese, compaiono i primi fiori che dopo ulteriori 10 giorni iniziano ad interrarsi. Poco dopo si formano i baccelli e i semi e a quattro mesi da questo momento si ha la massima percentuale di semi maturi. L’arachide richiede temperature superiori ai 13°C per la germinazione e temperature tra i 18°C e i 30° C per la maturazione.
Il fabbisogno idrico della pianta di arachide è alto, richiede infatti una piovosità fra i 500 ed i 1000 millimetri. Il miglior suolo per la coltivazione delle arachidi è costituito da un terreno ben drenato e sabbioso o sabbioso misto ad argilloso. L’arachide è una coltura che migliora il terreno, molto efficiente dal punto di vista della nutrizione azotata in quanto, come tutte le leguminose, è in grado di eseguire l’azotofissazione grazie alla simbiosi tra la pianta e i batteri del genere Rhizobium. L’azoto è un elemento essenziale per tutte le forme di vita perché, nella sua forma ionica, concorre a costituire la struttura primaria di tutte le proteine.
Tutte le piante attingono l’azoto che occorre loro, ma le leguminose più di altre ecco perché tutti i legumi sono ricchi di questo elemento e sono quindi importanti in ogni dieta.
Settembre 2024
Oggigiorno negli USA, le arachidi e il burro di arachidi coprono il 10% dell’assunzione giornaliera raccomandata di proteine. In Italia sono utilizzate maggiormente come cibo da intrattenimento durante l’aperitivo. In passato le arachidi erano utilizzate come succedaneo al caffè e al cacao mentre oggi l’impiego principale è come olio alimentare in alternativa all’olio d’oliva.
Aumentando l’utilizzo in cucina sono aumentati anche i casi di allergia e intolleranze a questo alimento subito dopo l’allergia al latte e alle uova.
Prova le arachidi per un aperitivo gustoso e sano!
I valori nutrizionali possono essere leggermente diversi in base alla tipologia di arachide, pur restando tutte un ottimo alimento dal punto di vista nutrizionale.
La sigla VNR, che è l’acronimo di Valori Nutritivi di Riferimento, rappresenta la quantità giornaliera raccomandata dal Ministero della Salute per ogni nutrimento. Una precisazione è d’obbligo: il 100% di VNR non rappresenta l’apporto massimo che si può assumere ma invece la dose minima consigliata per mantenersi in salute.
SINU, Società Italiana di Nutrizione Umana, suggerisce un consumo di frutta secca pari a 30 g.
Un’alimentazione varia ed equilibrata, oltre ad uno stile di vita attivo, sono alla base del tuo benessere. Le informazioni fornite sono a scopo puramente informativo e divulgativo. In presenza di patologie occorre sempre consultare il proprio medico.
Dichiarazione nutrizionale | valori medi per 100 g: |
Energia | 2447 kJ / 592 kcal |
Grassi | 49 g |
di cui acidi grassi saturi | 5,4 g |
Carboidrati | 6,2 g |
di cui zuccheri | 3,1 g |
Fibre | 13 g |
Proteine | 25 g |
Sale | 0,02 g |
Vitamina E | 21 mg – 175% VNR* |
*VNR: Valore nutritivo di riferimento
Le arachidi biologiche devono essere conservate in luoghi freschi e asciutti, lontane da fonti di calore e umidità. Possono essere conservate a temperatura ambiente durante la stagione invernale quando le temperature sono più fredde, mentre è consigliabile un ambiente refrigerato durante l’estate poiché l’aumentare delle temperature favorisce il deperimento del prodotto.
Il vetro si è dimostrato il materiale migliore dove conservare le arachidi (e la frutta secca in generale) in quanto, non soltanto impenetrabile da agenti chimici e gassosi, ma ha inoltre ottime capacità isolanti.
Il vetro colorato è preferibile poiché impedisce l’ingresso di alcune lunghezze d’onda di luce (inclusa quella ultravioletta), permettendo quindi ad alcune caratteristiche nutrizionali ed organolettiche di rimanere inalterate. Un altro elemento importante quando si parla di conservazione è la chiusura del contenitore: una chiusura emetica fa sì che l’alimento sia protetto dal contatto eccessivo con l’ossigeno che può condurre a ossidazione lipidica con conseguente irrancidimento delle arachidi.


Nocciole

NOCCIOLE PELATE TOSTATE

NOCCIOLE PELATE TOSTATE NON SALATE

NOCCIOLE SGUSCIATE AL NATURALE

NOCCIOLE SGUSCIATE AL NATURALE
Il nocciolo era presente nell’area del Mediterraneo e in America del Nord già 10.000 anni fa. I suoi fiori nascono in estate e giungono a completa fioritura in inverno, mentre le gemme compaiono all’attaccatura delle foglie e possono essere in legno o miste. Le nocciole crescono solo a grappoli di 2 o 4, protette da brattee verdi che ricoprono il frutto fino all’estremità, per poi assumere la caratteristica colorazione bruna una volta raggiunta la maturazione. Il nocciolo necessita di una temperatura media annuale compresa tra i 12° e i 16°C. Predilige i terreni vulcanici, sciolti e permeabili, fertili e ricchi di sostanze organiche e disdegna quelli argillosi.
Oltre alle proprietà nutrizionali delle nocciole, già conosciute in epoca greca e romana e decantate da poeti come Virgilio, al nocciolo furono associate doti magiche, benefiche per l’uomo e anche in grado di instaurare un dialogo con l’ambiente. Si tratta della rabdomanzia, un’attività che predilige l’utilizzo dei rami del nocciolo per trovare l’acqua nel sottosuolo o per individuare i filoni dei metalli preziosi. In Cina le nocciole sono considerate un cibo sacro, mentre medici greci dell’antichità le consideravano un cibo curativo contro i parassiti o per lenire la tosse e altri sintomi.
Prova le nocciole a colazione con frutta fresca e yogurt oppure anche tal quali a merenda. Perfette anche come snack o aperitivo.
Settembre 2024
I principali paesi produttori [Faostat, 2021], sono Turchia, concentrata principalmente in due regioni ad est del Mar Nero, Italia, USA, Azerbaijan, Georgia, Cile e Cina. Storicamente a livello nazionale la coltivazione di nocciole si localizza in Campania, principale produttore in Italia, nel Lazio, in Piemonte e in Sicilia, con diverse varietà.
La forma può essere tonda, come la Tonda Gentile Piemontese, la Tonda Gentile Romana e la Tonda di Giffoni, oppure allungata come la Mortarella e la San Giovanni, entrambe campane, dal guscio chiaro e sottile.
Le nocciole biologiche di Econoce, sia sgusciate che pelate e tostate, sono italiane.
I valori nutrizionali possono essere leggermente diversi in base alla tipologia di nocciola, pur restando tutte un ottimo alimento dal punto di vista nutrizionale.
La sigla VNR, che è l’acronimo di Valori Nutritivi di Riferimento, rappresenta la quantità giornaliera raccomandata dal Ministero della Salute per ogni nutrimento. Una precisazione è d’obbligo: il 100% di VNR non rappresenta l’apporto massimo che si può assumere ma invece la dose minima consigliata per mantenersi in salute.
SINU, Società Italiana di Nutrizione Umana, suggerisce un consumo di frutta secca pari a 30 g.
Un’alimentazione varia ed equilibrata, oltre ad uno stile di vita attivo, sono alla base del tuo benessere. Le informazioni fornite sono a scopo puramente informativo e divulgativo. In presenza di patologie occorre sempre consultare il proprio medico.
NOCCIOLE SGUSCIATE TOSTATE BIOLOGICHE
| Dichiarazione nutrizionale | valori medi per 100 g di prodotto sgusciato: |
| Energia | 2640 kJ / 639 kcal |
| Grassi | 58 g |
| di cui acidi grassi saturi | 5,6 g |
| Carboidrati | 8,7 g |
| di cui zuccheri | 3,6 g |
| Fibre | 9,3 g |
| Proteine | 16 g |
| Sale | 0 g |
| Vitamina E | 15 mg – 125% VNR* |
NOCCIOLE PELATE BIOLOGICHE
| Dichiarazione nutrizionale | valori medi per 100 g di prodotto sgusciato: |
| Energia | 2764 kJ / 670 kcal |
| Grassi | 62 g |
| di cui acidi grassi saturi | 4,5 g |
| Carboidrati | 8,2 g |
| di cui zuccheri | 4,9 g |
| Fibre | 9,4 g |
| Proteine | 15 g |
| Sale | 0 g |
| Vitamina E | 15 mg – 125% VNR* |
*VNR: Valore nutritivo di riferimento
Le nocciole biologiche devono essere conservate in luoghi freschi e asciutti, lontane da fonti di calore e umidità. Possono essere conservate a temperatura ambiente durante la stagione invernale quando le temperature sono più fredde, mentre è consigliabile un ambiente refrigerato durante l’estate poiché l’aumentare delle temperature favorisce il deperimento del prodotto.
Il vetro si è dimostrato il materiale migliore dove conservare le nocciole (e la frutta secca in generale) in quanto, non soltanto impenetrabile da agenti chimici e gassosi, ma ha inoltre ottime capacità isolanti.
Il vetro colorato è preferibile poiché impedisce l’ingresso di alcune lunghezze d’onda di luce (inclusa quella ultravioletta), permettendo quindi ad alcune caratteristiche nutrizionali ed organolettiche di rimanere inalterate. Un altro elemento importante quando si parla di conservazione è la chiusura del contenitore: una chiusura emetica fa sì che l’alimento sia protetto dal contatto eccessivo con l’ossigeno che può condurre a ossidazione lipidica con conseguente irrancidimento delle nocciole.
Ananas

ANANAS AL NATURALE

MIX MANDORLE SGUSCIATE, NOCI SGUSCIATE, ANANAS

Mandorle, noci, ananas 200g
L’ananas è un frutto tropicale originario del Sud America, dove era conosciuto e apprezzato dalle popolazioni precolombiane per il suo sapore dolce e rinfrescante. Fu Cristoforo Colombo, durante il suo secondo viaggio nel 1493, a scoprirlo sull’isola di Guadalupa e a introdurlo in Europa. Successivamente i portoghesi e gli spagnoli lo diffusero nelle loro colonie africane e asiatiche.
La pianta dell’ananas (Ananas comosus) è perenne, appartiene alla famiglia delle Bromeliaceae e può raggiungere un’altezza di circa 1 metro e mezzo. Le foglie, lunghe e carnose, formano una rosetta al centro della quale nasce il frutto: un’infiorescenza composta da centinaia di piccoli fiori che, fondendosi, danno origine al tipico frutto dalla buccia giallo dorata e dalla polpa succosa.
Resistente alla siccità grazie alla capacità delle sue foglie di trattenere acqua, l’ananas predilige un clima caldo e soleggiato, con temperature comprese tra 22 °C e 28 °C.
Curioso è sapere che il nome deriva dalla parola “nana” usata dagli indios Guaraní, che significa “frutto eccellente”. Il termine “pineapple” – usato in inglese – fu invece coniato dai coloni europei per via della somiglianza con la pigna.
Prova l’ananas essiccato come snack naturale, dolce e aromatico, ideale anche come ingrediente per mix di frutta o granola.
Settembre 2025
Oggi l’ananas è uno dei frutti tropicali più coltivati al mondo dopo banana, mango e cocco. I principali Paesi produttori sono Indonesia, Filippine, Costa Rica [Faostat, 2023], che insieme coprono circa un terzo della produzione globale.
Tra le varietà più diffuse si distinguono:
- Smooth Cayenne, la più coltivata al mondo, dal gusto dolce e polpa giallo chiaro;
- MD-2 (Del Monte Gold Extra Sweet), apprezzata per la sua dolcezza e l’alto contenuto di vitamina C;
- Queen, di dimensioni più piccole e dalla polpa dorata e croccante;
- Red Spanish, tipica dei Caraibi, dalla polpa fibrosa e leggermente acidula.
L’ananas essiccato Econoce proviene da coltivazioni selezionate dell’Africa, in particolare Ghana e Kenya, dove il clima caldo e il terreno favoriscono lo sviluppo di frutti dolci, succosi e naturalmente profumati.
I valori nutrizionali possono essere leggermente diversi in base alla tipologia di ananas, pur restando tutte un ottimo alimento dal punto di vista nutrizionale.
La sigla VNR, che è l’acronimo di Valori Nutritivi di Riferimento, rappresenta la quantità giornaliera raccomandata dal Ministero della Salute per ogni nutrimento. Una precisazione è d’obbligo: il 100% di VNR non rappresenta l’apporto massimo che si può assumere ma invece la dose minima consigliata per mantenersi in salute.
SINU, Società Italiana di Nutrizione Umana, suggerisce un consumo di frutta secca pari a 30 g.
Un’alimentazione varia ed equilibrata, oltre ad uno stile di vita attivo, sono alla base del tuo benessere. Le informazioni fornite sono a scopo puramente informativo e divulgativo. In presenza di patologie occorre sempre consultare il proprio medico.
ANANAS
| Dichiarazione nutrizionale | valori medi per 100 g di prodotto: |
| Energia | 1279 kJ / 302 kcal |
| Grassi | 0,3 g |
| di cui acidi grassi saturi | 0,1 g |
| Carboidrati | 68 g |
| di cui zuccheri | 67 g |
| Fibre | 7,8 g |
| Proteine | 2,9 g |
| Sale | 0 g |
*VNR: Valore nutritivo di riferimento
L’ananas essiccato deve essere conservato in un luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore e umidità.
Durante la stagione fredda può essere tenuto a temperatura ambiente, mentre nei mesi estivi è consigliabile conservarlo in ambiente refrigerato per preservarne al meglio le caratteristiche organolettiche.
Il vetro è il materiale ideale per la conservazione, poiché impenetrabile da agenti esterni e capace di mantenere intatti gusto e profumo. Il vetro colorato offre inoltre una maggiore protezione dalla luce, preservando i nutrienti e il colore del frutto.
È importante che il contenitore abbia una chiusura ermetica, per evitare l’ossidazione e il conseguente indurimento o perdita di aroma del prodotto.
Mango

MIX ANACARDI NATURALI, MANGO, COCCO

MANGO AL NATURALE
Il mango è uno dei frutti più antichi e amati del mondo, coltivato da oltre 4.000 anni nelle regioni tropicali dell’Asia. Originario dell’India e del Myanmar, il mango (Mangifera indica L.) è considerato il “re dei frutti” per la sua dolcezza, il profumo intenso e l’inconfondibile colore dorato.
Nelle antiche tradizioni indiane era simbolo di amore e prosperità, tanto che le sue foglie venivano utilizzate per adornare i templi durante le cerimonie religiose.
Il nome “mango” deriva dal termine tamil mankay, adattato in portoghese come manga quando nel XVI secolo i navigatori portoghesi, portarono il frutto dalle coste indiane in Africa e poi in Sud America.
L’albero di mango può superare i 30 metri di altezza e vivere oltre 100 anni. Le foglie, lucide e lanceolate, ospitano in primavera grappoli di piccoli fiori gialli o rosati che, una volta fecondati, si trasformano in frutti carnosi dalla buccia verde, gialla o rossastra.
La polpa del mango è morbida, dolce e profumata, con un grande seme piatto al centro. Ricco di vitamine e antiossidanti, è perfetto come snack naturale o per arricchire yogurt, granola e dessert tropicali.
Provalo al naturale o abbinato ad altra frutta essiccata per una pausa dolce e nutriente.
Settembre 2025
Oggi il mango è coltivato in tutti i Paesi a clima tropicale e subtropicale. I principali produttori mondiali sono India, Indonesia, Cina [Faostat, 2023], che insieme rappresentano oltre la metà della produzione globale.
Tra le varietà più apprezzate spiccano:
- Kent, dal sapore dolce e dalla polpa priva di fibre;
- Keitt, succoso e aromatico, ideale per il consumo fresco e l’essiccazione;
- Tommy Atkins, dal colore rosso-arancio intenso e dalla consistenza più soda;
- Ataulfo, di origine messicana, con polpa giallo oro e aroma delicato.
Il mango essiccato Econoce proviene principalmente dai territori africani quali Ghana, Costa d’Avorio e Burkina Faso dove la maturazione lenta al sole e il clima costante permettono di ottenere frutti dolci, profumati e dalla consistenza morbida e vellutata.
I valori nutrizionali possono essere leggermente diversi in base alla tipologia di mango. La sigla VNR, che è l’acronimo di Valori Nutritivi di Riferimento, rappresenta la quantità giornaliera raccomandata dal Ministero della Salute per ogni nutrimento. Una precisazione è d’obbligo: il 100% di VNR non rappresenta l’apporto massimo che si può assumere ma invece la dose minima consigliata per mantenersi in salute.
SINU, Società Italiana di Nutrizione Umana, suggerisce un consumo di frutta secca pari a 30 g.
Un’alimentazione varia ed equilibrata, oltre ad uno stile di vita attivo, sono alla base del tuo benessere. Le informazioni fornite sono a scopo puramente informativo e divulgativo. In presenza di patologie occorre sempre consultare il proprio medico.
MANGO
| Dichiarazione nutrizionale | valori medi per 100 g di prodotto: |
| Energia | 1267 kJ / 299 kcal |
| Grassi | 1,2 g |
| di cui acidi grassi saturi | 0,4 g |
| Carboidrati | 66 g |
| di cui zuccheri | 61 g |
| Fibre | 7,1 g |
| Proteine | 2,6 g |
| Sale | 0,22 g |
*VNR: Valore nutritivo di riferimento
Il mango essiccato va conservato in luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di luce diretta, calore o umidità. Durante l’inverno può essere mantenuto a temperatura ambiente, mentre nei mesi più caldi è preferibile riporlo in un ambiente refrigerato o in frigorifero.
Il vetro è il materiale ideale per la conservazione, poiché non rilascia odori o sostanze indesiderate e protegge il prodotto da aria e umidità. Il vetro colorato aiuta inoltre a preservare vitamine e pigmenti naturali dalla luce.
È importante utilizzare contenitori con chiusura ermetica, per mantenere la morbidezza e il profumo del frutto nel tempo.
Cocco

COCCO GRATTUGIATO

COCCO FETTE NATURALI

COCCO FETTE TOSTATE NON SALATO

MIX ANACARDI NATURALI, MANGO, COCCO
Il cocco è il frutto della palma Cocos nucifera, una pianta tropicale della famiglia delle Arecaceae che può superare i 25 metri di altezza. È considerato uno dei frutti più emblematici dei tropici, grazie alla sua versatilità e al profondo legame con la vita delle popolazioni costiere.
Le origini del cocco si collocano nell’area del Sud-Est asiatico, tra Indonesia, Malesia e Filippine, ma la sua diffusione è oggi globale grazie alla capacità delle noci di cocco di galleggiare per lunghi periodi e germinare una volta raggiunta la riva.
L’etimologia del termine “cocco” risale ai marinai portoghesi del XVI secolo, che lo chiamarono “coco” per via dei tre piccoli fori sul guscio che ricordavano un volto umano. Da allora il frutto si è diffuso rapidamente nelle regioni tropicali di Africa, India e America centrale.
La pianta produce frutti tutto l’anno: una singola palma può fornire più di 60 noci di cocco l’anno, utilizzate in ogni loro parte. La polpa, una volta essiccata, viene chiamata “copra” e costituisce la base per la produzione di olio e farina di cocco. L’acqua di cocco, contenuta nel frutto fresco, è naturalmente ricca di minerali e zuccheri semplici.
Provalo per arricchire muesli, dolci o yogurt, oppure gustalo da solo come snack nutriente e aromatico.
Settembre 2025
Il cocco è coltivato in oltre 90 Paesi tropicali. I principali produttori mondiali sono Indonesia, Filippine, India e India [Faostat, 2023], che insieme coprono oltre il 70% della produzione globale.
Esistono due principali tipologie botaniche: le varietà “alta”, a crescita lenta e lunga vita, e le varietà “nane”, più produttive ma con ciclo vitale più breve.
Le cultivar più diffuse sono:
- West Coast Tall, tipica dell’India, produttiva e resistente alla siccità;
- Malayan Dwarf, diffusa in tutta l’Asia tropicale, caratterizzata da frutti di piccola taglia;
- King Coconut, originaria dello Sri Lanka, apprezzata per l’elevato contenuto di acqua;
- Tiptur Tall e East Coast Tall, largamente coltivate in India e Sud-Est asiatico.
Il cocco essiccato Econoce proviene da coltivazioni biologiche delle Filippine, del Ghana e del Costa d’Avorio, dove il clima favorisce la formazione di polpe dolci, aromatiche e ricche di nutrienti.
I valori nutrizionali possono essere leggermente diversi in base alla tipologia di cocco
La sigla VNR, che è l’acronimo di Valori Nutritivi di Riferimento, rappresenta la quantità giornaliera raccomandata dal Ministero della Salute per ogni nutrimento. Una precisazione è d’obbligo: il 100% di VNR non rappresenta l’apporto massimo che si può assumere ma invece la dose minima consigliata per mantenersi in salute.
SINU, Società Italiana di Nutrizione Umana, suggerisce un consumo di frutta secca pari a 30 g.
Un’alimentazione varia ed equilibrata, oltre ad uno stile di vita attivo, sono alla base del tuo benessere. Le informazioni fornite sono a scopo puramente informativo e divulgativo. In presenza di patologie occorre sempre consultare il proprio medico.
COCCO
| Dichiarazione nutrizionale | valori medi per 100 g di prodotto: |
| Energia | 2859 kJ / 694 kcal |
| Grassi | 67 g |
| di cui acidi grassi saturi | 62 g |
| Carboidrati | 9,1 g |
| di cui zuccheri | 6,9 g |
| Fibre | 11 g |
| Proteine | 8,1 g |
| Sale | 0,06 g |
*VNR: Valore nutritivo di riferimento
Il cocco essiccato deve essere conservato in un ambiente fresco e asciutto, lontano da fonti di calore e luce diretta. Durante la stagione fredda può essere mantenuto a temperatura ambiente, mentre nei mesi estivi è consigliabile conservarlo in un luogo refrigerato per evitare l’irrancidimento naturale dei grassi.
Il vetro è il materiale più adatto per la conservazione, in quanto protegge il prodotto dall’umidità e dagli odori esterni. Il vetro colorato riduce l’esposizione alla luce, preservando aroma e proprietà nutrizionali.
Si raccomanda di utilizzare contenitori con chiusura ermetica, per mantenere la croccantezza e il profumo tipico del cocco nel tempo.
Fichi
Il fico è uno dei frutti più antichi conosciuti dall’uomo e accompagna la storia dell’agricoltura mediterranea fin dalle sue origini. Il suo nome scientifico è Ficus carica L., appartenente alla famiglia delle Moraceae. È originario dell’Asia Minore e si è diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo grazie ai Fenici, ai Greci e ai Romani, che ne apprezzavano il valore nutritivo e la lunga conservabilità.
Il fico è una pianta caducifoglia che può raggiungere anche 10 metri di altezza e produce due tipi di frutti: i “fioroni”, che maturano in primavera sui rami dell’anno precedente, e i “fichi”, che maturano in estate sui rami nuovi. In realtà il frutto non è una vera bacca ma un’infiorescenza carnosa chiamata “siconio”, al cui interno si trovano i minuscoli semi.
Simbolo di fertilità, abbondanza e saggezza, il fico ha un ruolo centrale in molte culture: nell’antica Grecia era dedicato a Dioniso, mentre nella Bibbia rappresenta la conoscenza. Oggi è apprezzato sia fresco che essiccato per la dolcezza intensa, la consistenza morbida e la ricchezza di fibre.
Prova i fichi secchi con frutta fresca e yogurt a colazione, oppure abbinali a frutta a guscio, formaggi o marmellate.
Settembre 2025
Il fico è diffuso in numerosi Paesi a clima temperato e subtropicale. I principali produttori mondiali sono Turchia, Egitto e Marocco [Faostat, 2023] che insieme coprono il 50% della produzione globale.
Tra le varietà più coltivate si distinguono:
- Dottato, tipica del Sud Italia, dal sapore delicato e polpa chiara, perfetta per l’essiccazione;
- Brogiotto nero, con buccia scura e polpa rosso-ambra;
- Smyrna, originaria della Turchia, dal gusto mielato e polpa ambrata;
- Kadota e Mission, diffuse in California, con buona resa produttiva e sapore dolce.
I fichi essiccati Econoce provengono da coltivazioni biologiche situate in Turchia, dove il clima favorisce una maturazione naturale che preserva zuccheri, fibre e aromi tipici del frutto mediterraneo.
I valori nutrizionali possono essere leggermente diversi in base alla tipologia di fico
La sigla VNR, che è l’acronimo di Valori Nutritivi di Riferimento, rappresenta la quantità giornaliera raccomandata dal Ministero della Salute per ogni nutrimento. Una precisazione è d’obbligo: il 100 % di VNR non rappresenta l’apporto massimo che si può assumere ma invece la dose minima consigliata per mantenersi in salute.
SINU, Società Italiana di Nutrizione Umana, suggerisce un consumo di frutta secca pari a 30 g.
Un’alimentazione varia ed equilibrata, oltre ad uno stile di vita attivo, sono alla base del tuo benessere. Le informazioni fornite sono a scopo puramente informativo e divulgativo. In presenza di patologie occorre sempre consultare il proprio medico.
FICHI
| Dichiarazione nutrizionale | valori medi per 100 g di prodotto: |
| Energia | 1213 kJ / 287 kcal |
| Grassi | 1,9 g |
| di cui acidi grassi saturi | 0,3 g |
| Carboidrati | 60 g |
| di cui zuccheri | 56 g |
| Fibre | 10 g |
| Proteine | 2,5 g |
| Sale | 0,25 g |
*VNR: Valore nutritivo di riferimento
I fichi essiccati devono essere conservati in un luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore e luce diretta. Durante la stagione fredda possono essere mantenuti a temperatura ambiente, mentre nei mesi estivi è preferibile conservarli in ambiente refrigerato per prevenire la cristallizzazione degli zuccheri naturali.
Il vetro è il materiale più indicato per la conservazione, poiché protegge il prodotto da umidità e contaminazioni. Il vetro colorato riduce l’esposizione alla luce, mantenendo inalterato il colore ambrato e il profumo dei fichi.
Si raccomanda di chiudere sempre ermeticamente il contenitore per evitare l’essiccazione eccessiva o l’ossidazione del frutto.
Datteri
Il dattero è il frutto della palma Phoenix dactylifera, una pianta appartenente alla famiglia delle Arecaceae, coltivata da più di 5.000 anni nelle regioni aride del Medio Oriente. Considerata una delle prime piante fruttifere ad essere domesticata, la palma da dattero ha avuto un ruolo fondamentale nella storia e nella sopravvivenza dei popoli del deserto, che la chiamavano “l’albero della vita”.
Questa pianta può raggiungere un’altezza di oltre 20 metri e vive fino a 100 anni, crescendo in ambienti caldi e secchi dove poche altre colture riescono a prosperare. I datteri maturano in grappoli pendenti che possono pesare anche più di 10 chilogrammi. Il frutto, di forma allungata e colore bruno dorato, ha una buccia sottile, polpa zuccherina e un solo seme centrale.
Il dattero era già conosciuto dagli antichi Egizi e dai popoli mesopotamici, che lo utilizzavano sia come alimento energetico sia come simbolo di abbondanza e fertilità. Oggi è un frutto apprezzato in tutto il mondo per la sua dolcezza naturale.
Prova i datteri al naturale come snack, usali per dolcificare smoothie e impasti da forno, oppure guarniscili con cioccolato fondente per un dessert equilibrato e ricco di gusto.
Settembre 2025
Le principali aree di coltivazione del dattero si trovano in Medio Oriente e Nord Africa. I maggiori produttori sono Egitto, Arabia Saudita e Algeria [Faostat, 2023] che insieme coprono quasi il 50% della produzione globale.
La palma da dattero necessita di climi caldi e secchi, con escursioni termiche elevate e suoli sabbiosi ben drenati.
Esistono centinaia di varietà di dattero, ma alcune sono particolarmente apprezzate:
- Deglet Nour, dal colore ambrato e consistenza morbida;
- Medjool, di grandi dimensioni, dolce e carnoso;
- Zahidi, con buccia chiara e polpa più soda, ideale per la conservazione;
- Khadrawy e Halawy, varietà mediorientali dal sapore mielato e intenso.
I datteri essiccati Econoce provengono da coltivazioni biologiche situate principalmente in Tunisia e Algeria, dove le condizioni climatiche permettono una maturazione naturale che preserva zuccheri, minerali e profumi tipici del frutto.
I valori nutrizionali possono essere leggermente diversi in base alla tipologia di dattero
La sigla VNR, che è l’acronimo di Valori Nutritivi di Riferimento, rappresenta la quantità giornaliera raccomandata dal Ministero della Salute per ogni nutrimento. Una precisazione è d’obbligo: il 100 % di VNR non rappresenta l’apporto massimo che si può assumere ma invece la dose minima consigliata per mantenersi in salute.
SINU, Società Italiana di Nutrizione Umana, suggerisce un consumo di frutta secca pari a 30 g.
Un’alimentazione varia ed equilibrata, oltre ad uno stile di vita attivo, sono alla base del tuo benessere. Le informazioni fornite sono a scopo puramente informativo e divulgativo. In presenza di patologie occorre sempre consultare il proprio medico.
DATTERI
| Dichiarazione nutrizionale | valori medi per 100 g di prodotto: |
| Energia | 1333 kJ / 315 kcal |
| Grassi | 0,4 g |
| di cui acidi grassi saturi | 0 g |
| Carboidrati | 72 g |
| di cui zuccheri | 66 g |
| Fibre | 7,1 g |
| Proteine | 2,2 g |
| Sale | 0 g |
*VNR: Valore nutritivo di riferimento
I datteri essiccati devono essere conservati in luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore e luce diretta. Durante la stagione fredda possono essere mantenuti a temperatura ambiente, mentre nei mesi più caldi è consigliabile conservarli in frigorifero o in ambienti refrigerati per evitare la cristallizzazione degli zuccheri superficiali.
Il vetro è il materiale ideale per la conservazione, poiché protegge il prodotto da umidità e contaminazioni esterne. Il vetro colorato aiuta inoltre a preservare il colore bruno e la morbidezza del frutto.
È importante chiudere ermeticamente il contenitore dopo l’apertura per mantenere l’aroma e la consistenza naturale dei datteri nel tempo.
Castagne

CASTAGNE
La castagna è il frutto del castagno, Castanea sativa Mill., una pianta appartenente alla famiglia delle Fagaceae, diffusa nei boschi e nelle aree montane di gran parte dell’Europa meridionale. Conosciuto fin dall’antichità come “albero del pane”, il castagno ha rappresentato per secoli una risorsa alimentare fondamentale per le popolazioni rurali dell’Appennino e delle Alpi, soprattutto nei periodi di scarsità di cereali.
La pianta può raggiungere un’altezza di oltre 20 metri e vivere più di cinquecento anni. I frutti sono contenuti in un involucro spinoso chiamato riccio, che si apre spontaneamente a maturazione per liberare da una a tre castagne. Ogni frutto ha una buccia lucida color marrone scuro e una polpa chiara e farinosa.
La castagna è simbolo di sussistenza e resilienza, protagonista della cultura contadina e della gastronomia italiana. Oggi è apprezzata non solo fresca o arrostita, ma anche nella forma essiccata o trasformata in farina, ingrediente tipico di molte ricette tradizionali.
Provala come snack in ogni momento della giornata o per arricchire piatti dolci e salati dal gusto autunnale.
Settembre 2025
Il castagno è originario delle regioni temperate dell’Eurasia ed è oggi diffuso in molti Paesi a clima mite. I principali produttori mondiali di castagne sono Cina, Spagna e Bolivia [Faostat, 2023] che insieme coprono oltre il 90% della produzione globale. In Italia, la coltivazione è concentrata in regioni come Piemonte, Toscana, Campania e Calabria, che vantano varietà riconosciute per qualità e pregio.
Tra le varietà più note si trovano:
- Marrone del Mugello, dalla polpa dolce e farinosa, ideale per la trasformazione;
- Castagna di Cuneo, caratterizzata da frutti grandi e saporiti;
- Castagna di Montella, apprezzata per la consistenza e la buccia sottile;
- Marrone di Serino e Marrone di Castel del Rio, entrambi a Indicazione Geografica Protetta.
Le castagne biologiche Econoce provengono da aree montane italiane dove clima fresco, terreni acidi e boschi misti favoriscono la crescita naturale del frutto e ne preservano il sapore autentico.
I valori nutrizionali possono essere leggermente diversi in base alla tipologia di castagna.La sigla VNR, che è l’acronimo di Valori Nutritivi di Riferimento, rappresenta la quantità giornaliera raccomandata dal Ministero della Salute per ogni nutrimento. Una precisazione è d’obbligo: il 100 % di VNR non rappresenta l’apporto massimo che si può assumere ma invece la dose minima consigliata per mantenersi in salute.
SINU, Società Italiana di Nutrizione Umana, suggerisce un consumo di frutta secca pari a 30 g.
Un’alimentazione varia ed equilibrata, oltre ad uno stile di vita attivo, sono alla base del tuo benessere. Le informazioni fornite sono a scopo puramente informativo e divulgativo. In presenza di patologie occorre sempre consultare il proprio medico.
CASTAGNE
| Dichiarazione nutrizionale | valori medi per 100 g di prodotto: |
| Energia | 686 kJ / 163 kcal |
| Grassi | 1,4 g |
| di cui acidi grassi saturi | 0,5 g |
| Carboidrati | 31 g |
| di cui zuccheri | 8,1 g |
| Fibre | 7,0 g |
| Proteine | 3 g |
| Sale | 0,01 g |
*VNR: Valore nutritivo di riferimento
Le castagne essiccate devono essere conservate in un ambiente fresco e asciutto, lontano da fonti di luce e calore. Nella stagione fredda possono essere mantenute a temperatura ambiente, mentre nei mesi più caldi è preferibile conservarle in luogo refrigerato per evitare la comparsa di muffe o parassiti.
Il vetro è il materiale più adatto alla conservazione, in quanto protegge il prodotto dall’umidità e dagli odori esterni. Il vetro colorato aiuta inoltre a preservare l’aroma e le caratteristiche nutritive.
Si raccomanda di chiudere sempre ermeticamente il contenitore dopo l’apertura per mantenere la fragranza e la naturale dolcezza delle castagne.
Noci di Macadamia

MACADAMIA MIX

NOCI DI MACADAMIA 100G
La noce di macadamia è il frutto dell’albero Macadamia integrifolia, appartenente alla famiglia delle Proteaceae. È originaria dell’Australia orientale, in particolare del Queensland e del New South Wales, dove cresce spontaneamente nelle foreste subtropicali. Il nome deriva dal botanico scozzese John Macadam, al quale fu dedicata la pianta nel XIX secolo.
La coltivazione della noce di macadamia iniziò a diffondersi fuori dall’Australia nel corso del Novecento, trovando condizioni ideali nelle isole Hawaii, in Sudafrica e in America Centrale. L’albero, che può superare i 15 metri di altezza, produce grappoli di piccoli frutti sferici racchiusi in un guscio legnoso estremamente duro. Il seme interno è di colore avorio e dal sapore delicato e burroso.
La noce di macadamia è considerata una delle noci più pregiate al mondo per la sua consistenza croccante e il gusto fine, spesso utilizzata in pasticceria e nella produzione di oli cosmetici di alta qualità.
Prova le noci di macadamia al naturale o tostate per l’aperitivo, oppure aggiungile a biscotti, barrette o pesti per condire la pasta.
Settembre 2025
Oggi la noce di macadamia è coltivata in diverse regioni tropicali e subtropicali del pianeta. I principali produttori mondiali sono Australia, Sudafrica, Kenya e Hawaii (USA) [Faostat, 2022].
Le specie coltivate a scopo alimentare sono principalmente due:
- Macadamia integrifolia, caratterizzata da frutti dolci e di alta qualità commerciale;
- Macadamia tetraphylla, con guscio più ruvido e sapore leggermente più intenso.
Le noci di macadamia Econoce provengono da coltivazioni biologiche situate in Kenya, dove le condizioni climatiche e la qualità del suolo garantiscono un frutto dal gusto dolce e dalla consistenza burrosa.
I valori nutrizionali possono essere leggermente diversi in base alla tipologia di noce di macadamia,.
La sigla VNR, che è l’acronimo di Valori Nutritivi di Riferimento, rappresenta la quantità giornaliera raccomandata dal Ministero della Salute per ogni nutrimento. Una precisazione è d’obbligo: il 100 % di VNR non rappresenta l’apporto massimo che si può assumere ma invece la dose minima consigliata per mantenersi in salute.
SINU, Società Italiana di Nutrizione Umana, suggerisce un consumo di frutta secca pari a 30 g.
Un’alimentazione varia ed equilibrata, oltre ad uno stile di vita attivo, sono alla base del tuo benessere. Le informazioni fornite sono a scopo puramente informativo e divulgativo. In presenza di patologie occorre sempre consultare il proprio medico.
NOCI DI MACADAMIA
| Dichiarazione nutrizionale | valori medi per 100 g di prodotto: |
| Energia | 3066 kJ / 744 kcal |
| Grassi | 76 g |
| di cui acidi grassi saturi | 12 g |
| Carboidrati | 5,1 g |
| di cui zuccheri | 4,6 g |
| Fibre | 8,6 g |
| Proteine | 7,8 g |
| Sale | 0,01 g |
*VNR: Valore nutritivo di riferimento
Le noci di macadamia devono essere conservate in un luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore e luce diretta. Nei mesi più caldi è consigliabile riporle in frigorifero o in ambiente refrigerato per evitare l’ossidazione dei grassi e la perdita di aroma.
Il vetro è il materiale ideale per la conservazione, poiché protegge il prodotto da umidità e ossigeno. Il vetro colorato contribuisce a preservare le proprietà nutrizionali e la fragranza naturale delle noci.
Dopo l’apertura, si raccomanda di richiudere il contenitore in modo ermetico per mantenere croccantezza e freschezza.
Pinoli

PINOLI AL NATURALE
Il pinolo è il seme commestibile del pino domestico, Pinus pinea L., appartenente alla famiglia delle Pinaceae. È uno dei frutti più antichi e preziosi del bacino del Mediterraneo: le sue tracce compaiono già in reperti alimentari romani e greci, dove veniva utilizzato come fonte di energia e ingrediente in salse, vini e preparazioni dolci.
Il pino domestico è una specie longeva che può vivere oltre tre secoli, con la tipica chioma “ad ombrello” che caratterizza i paesaggi costieri del centro Italia e del Sud Europa. La maturazione delle pigne è molto lenta: occorrono circa tre anni affinché i coni legnosi si aprano naturalmente, rilasciando i semi racchiusi in un guscio scuro e duro. La raccolta dei pinoli avviene in genere da ottobre a marzo, dopo l’essiccazione delle pigne al sole.
La lavorazione è laboriosa e in gran parte manuale: i semi vengono separati, sgusciati e selezionati per calibro. La resa è minima – da 100 chilogrammi di pigne si ottengono appena 3-4 chilogrammi di pinoli sgusciati – e ciò ne spiega il valore elevato.
Fin dall’antichità il pinolo è stato associato all’abbondanza e alla fertilità. I Romani lo utilizzavano nei banchetti e nelle offerte agli Dei, mentre nel Medioevo compariva spesso nei ricettari arabi e nelle corti italiane in preparazioni dolci e salate.
Oggi i pinoli rappresentano un ingrediente simbolo della cucina mediterranea, protagonisti del pesto ligure, di dolci come il castagnaccio e di piatti raffinati.
Prova i pinoli tostati nel pesto, nelle insalate o nei piatti di verdure, oppure utilizzali in preparazioni dolci e salate.
Settembre 2025
Il Pinus pinea cresce spontaneamente in tutte le zone costiere del Mediterraneo caratterizzate da suoli sabbiosi e clima temperato. I principali produttori mondiali di pinoli sono Cina, Russia, Mongolia e Corea del Nord, che utilizzano specie affini come Pinus koraiensis e Pinus sibirica. Le produzioni europee, pur più limitate, sono considerate di qualità superiore per aroma e contenuto lipidico equilibrato.
In Italia, le aree più vocate si trovano in Toscana (San Rossore, Maremma), Lazio, Campania e Sardegna, dove i pini domestici vengono coltivati e gestiti in pinete secolari. Anche Spagna e Portogallo vantano una lunga tradizione di raccolta.
Le principali tipologie sono:
- Pinus pinea, specie mediterranea a seme grande e dal sapore dolce, con guscio chiaro e sottile;
- Pinus koraiensis e Pinus sibirica, provenienti dall’Asia settentrionale, a seme più piccolo e gusto resinoso.
I pinoli biologici Econoce provengono da pinete mediterranee selezionate, dove il ciclo naturale di maturazione garantisce un seme pieno, profumato e di altissimo valore.
I valori nutrizionali possono essere leggermente diversi in base alla tipologia di pinolo, pur restando tutte un ottimo alimento dal punto di vista nutrizionale.
La sigla VNR, che è l’acronimo di Valori Nutritivi di Riferimento, rappresenta la quantità giornaliera raccomandata dal Ministero della Salute per ogni nutrimento. Una precisazione è d’obbligo: il 100 % di VNR non rappresenta l’apporto massimo che si può assumere ma invece la dose minima consigliata per mantenersi in salute.
SINU, Società Italiana di Nutrizione Umana, suggerisce un consumo di frutta secca pari a 30 g.
Un’alimentazione varia ed equilibrata, oltre ad uno stile di vita attivo, sono alla base del tuo benessere. Le informazioni fornite sono a scopo puramente informativo e divulgativo. In presenza di patologie occorre sempre consultare il proprio medico.
PINOLI
| Dichiarazione nutrizionale | valori medi per 100 g di prodotto: |
| Energia | 2646 kJ / 594 kcal |
| Grassi | 48 g |
| di cui acidi grassi saturi | 5,4 g |
| Carboidrati | 4,3 g |
| di cui zuccheri | 1,6 g |
| Fibre | 4,6 g |
| Proteine | 34 g |
| Sale | 0,01 g |
*VNR: Valore nutritivo di riferimento
I pinoli biologici devono essere conservati in luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di luce e calore. A causa dell’elevato contenuto di acidi grassi insaturi, il prodotto è sensibile all’ossidazione: si raccomanda di conservarlo in frigorifero o in un ambiente refrigerato durante i mesi più caldi.
Il vetro è il contenitore ideale, poiché isola il prodotto dall’umidità e dall’aria. Il vetro colorato protegge inoltre il seme dalla luce, mantenendo aroma e caratteristiche nutrizionali inalterate.
Dopo l’apertura, chiudere sempre ermeticamente il contenitore per evitare l’irrancidimento e preservare la croccantezza dei pinoli.
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