NOCI
Noci

NOCI SGUSCIATE MEZZE AL NATURALE

NOCI SGUSCIATE MEZZE AL NATURALE

NOCI SGUSCIATE AL NATURALE
La specie più diffusa ha il nome di Juglans regia detto anche noce europeo o noce comune. L’alberò è solido, dritto e nel complesso maestoso: arriva ad un’altezza di 25-30 metri e può superare i 100 anni d’età. Le foglie sono caduche, lunghe 20-40 centimetri formate da cinque, sette, nove o a volte 11 foglioline lunghe a loro volta 7-10 centimetri. Il noce è una pianta monoica cioè presenta fiori unisessuali riuniti sulla stessa pianta: i fiori maschili si aprono a maturazione al momento della comparsa dei fiori femminili. La fioritura, a seconda delle condizioni ambientali avviene a fine aprile-maggio. Poiché è frequente la sfasatura tra la maturazione dei fiori maschili e femminili è opportuno consociare nel noceto cultivar diverse.
La noce è una delle più affermate espressioni della frutta a guscio. Le noci vengono utilizzate per la preparazione di un olio alimentare poco utilizzato in Italia che non viene commercializzato su larga scala ma che è molto delicato e ricco di nutrienti.
Con le noci acerbe invece viene prodotto un liquore molto diffuso che prende il nome di nocino. È possibile utilizzare i gusci di noce vuoti per la cura delle piante, nello specifico per realizzare la pacciamatura (utilissima nelle colture invernali, consiste nel creare uno strato protettivo superficiale sul terreno che impedisce al freddo di penetrare nel suolo e danneggiare le radici) e la concimazione. Con il passare del tempo, i gusci di noce così disposti si trasformeranno naturalmente in concime nutriente. In passato nel medioevo, con il mallo della noce, cioè la parte carnosa del frutto, ricco di tannino, si tingevano le stoffe e i mobili e veniva inoltre utilizzato come inchiostro.
Prova le noci a colazione con frutta fresca e yogurt oppure anche tal quali a merenda.
Le origini si individuano nelle catene montuose dell’Asia centrale seppur si sia poi diffuso in tutto il mondo. Nei paesi caucasici esistono ancora intere foreste naturali di noce. La sua area di produzione interessa tutti gli stati Euro-asiatici, l’America del nord e del sud, il Sudafrica, la Nuova Zelanda, l’Australia meridionali. La Cina è il principale paese produttore mondiale [Faostat, 2021], seguita USA e Iran. Dalla California e dalla Francia provengono molte delle noci importate in Italia.
L’Italia negli anni Sessanta era tra i principali produttori, poi la diffusione si è ridotta. Le noci in guscio di Econoce sono della varietà Chandler e sono Italiane; le noci sgusciate invece possono avere più varietà: Chandler, Cogilniceanu, Chisinau, Schinoasa, Calarasi, Pescianskii, Lunguete e sono originarie del Cile, della Moldavia e USA.
I valori nutrizionali possono essere leggermente diversi in base alla tipologia di noce, pur restando tutte un ottimo alimento dal punto di vista nutrizionale.
La sigla VNR, che è l’acronimo di Valori Nutritivi di Riferimento, rappresenta la quantità giornaliera raccomandata dal Ministero della Salute per ogni nutrimento. Una precisazione è d’obbligo: il 100% di VNR non rappresenta l’apporto massimo che si può assumere ma invece la dose minima consigliata per mantenersi in salute.
SINU, Società Italiana di Nutrizione Umana, suggerisce un consumo di frutta secca pari a 30 g.
Un’alimentazione varia ed equilibrata, oltre ad uno stile di vita attivo, sono alla base del tuo benessere. Le informazioni fornite sono a scopo puramente informativo e divulgativo. In presenza di patologie occorre sempre consultare il proprio medico.
Dichiarazione nutrizionale | valori medi per 100 g: |
Energia | 2801 kJ / 678 kcal |
Grassi | 63 g |
di cui acidi grassi saturi | 7,2 g |
Carboidrati | 6,2 g |
di cui zuccheri | 3,8 g |
Fibre | 7,3 g |
Proteine | 18 g |
Sale | 0,02 g |
Vitamina E | 21 mg – 175% VNR* |
*VNR: Valore nutritivo di riferimento
Le noci biologiche devono essere conservate in luoghi freschi e asciutti, lontane da fonti di calore e umidità. Possono essere conservate a temperatura ambiente durante la stagione invernale quando le temperature sono più fredde, mentre è consigliabile un ambiente refrigerato durante l’estate poiché l’aumentare delle temperature favorisce il deperimento del prodotto. Il vetro si è dimostrato il materiale migliore dove conservare le noci (e la frutta secca in generale) in quanto, non soltanto impenetrabile da agenti chimici e gassosi, ma ha inoltre ottime capacità isolanti.
Il vetro colorato è preferibile poiché impedisce l’ingresso di alcune lunghezze d’onda di luce (inclusa quella ultravioletta), permettendo quindi ad alcune caratteristiche nutrizionali ed organolettiche di rimanere inalterate. Un altro elemento importante quando si parla di conservazione è la chiusura del contenitore: una chiusura emetica fa sì che l’alimento sia protetto dal contatto eccessivo con l’ossigeno che può condurre a ossidazione lipidica con conseguente irrancidimento delle noci.
Settembre 2024







